INTESTINO: il nostro secondo cervello
Marzo 9, 2021

Il rachide cervicale

La curva cervicale è la piu' alta del rachide ed è una lordosi (ovvero una curva a concavità posteriore), come quella del rachide lombare; essa supporta la testa e costituisce lo scheletro del collo.
E' la parte piu' mobile del rachide ed è anche il supporto dei principali recettori sensoriali come la vista, l'udito, l'olfatto e dunque deve poter localizzare le minacce potenziali ed i punti di interesse per il sostentamento dell'individuo. Essendo però il piu' mobile segmento del rachide è anche il piu' fragile.
E' costituito da 7 vertebre e funzionalmente si divide in superiore (complesso OAE occipite e prime 2 vertebre cervicali atlante ed epistrofeo) ed inferiore (dalla terza cervicale ella prima dorsale).
Tramite una biomeccanica molto complessa questi due segmenti si completano l'uno con l'altro nella realizzazione di movimenti puri di rotazione, inclinazione o flesso-estensione del capo.

L'apparato muscolare in questa zona è molto complesso, perchè si compone di fasce muscolari longitudinali molto lunghi sullo strato superficiale, per poi arrivare, nello strato profondo, a muscoli piccoli che fungono quasi da “calibratori” unendo anche solo 2 vertebre contigue.

I nervi che originano dal tratto cervicale del midollo spinale si dividono in 8 per lato e vanno poi a costituire il plesso cervicale e brachiale che portano innervazione sensitiva e motoria alle braccia, al torace, alle mani, al collo; da sottolineare il fatto che dal plesso cervicale origina il nervo frenico che innerva il diaframma, principale muscolo respiratorio.

Anche la parte vascolare è di fondamentale importanza con l'arteria vertebrale che decorre nei forami dei processi trasversi cervicali fino all'atlante per poi assicurare l'apporto arterioso della fossa posteriore del cranio (cervelletto e tronco cerebrale) e partecipando anche alla vascolarizzazione di quella anteriore, in caso di non sufficiente apporto carotideo.

Da questa rapida sintesi anatomica si capisce il perchè questa zona sia cosi' importante e perchè i sintomi in caso di problematica in questa zona possano essere diversi.

OSTEOPATIA E ZONA CERVICALE

La richiesta di trattamento osteopatico per problematiche alla zona cervicale è uno dei piu' frequenti motivi di consulto.

I sintomi possono essere diversi ed andare da tensioni muscolari bilaterali nella zona delle spalle a salire verso il cranio; oppure problematiche solo da un lato sempre muscolari tipo torcicollo; oppure sintomatologie piu' legate ai nervi con irradiazioni dolorose o formicolii che scendono verso le braccia per compressioni appunto dei nervi del plesso brachiale ecc ecc.

Per prima cosa l'osteopata indagherà appunto i sintomi e i meccanismi di insorgenza della problematica (ben diverso ad esempio è se una persona ha la problematica in ufficio davanti al PC oppure solamente sul divano o a letto ad esempio). Tutta questa indagine è molto importante per risalire alla causa che sta dietro al problema; ricordandosi appunto che il sintomo è solamente il luogo in cui il corpo ha finito le possibilità di compensare, ma spesso le cause sono da ricercare altrove.

Spesso le cause di una problematica cervicale derivano da rigidità ad esempio della gabbia toracica e del diaframma ad esempio per motivi di innervazione neurologica e di continuità fasciale e muscolare. Se la meccanica respiratoria è alterata da un diaframma che non lavora bene, infatti, si instaurerà una rigidità toracica con ipertono dei muscoli accessori della respirazione (sposterò la respirazione molto in alto andando a bloccare il collo). Anche dopo un trauma costale questo puo' succedere, la mobilità delle coste si riduce, l'espansione cala e, per esempio, i muscoli scaleni che collegano le prime 2 coste alla cervicale possono andare in spasmo e creare il classico dolore da “cervicale”.

Dunque è sempre importante indagare la storia della persona perchè vecchi traumi possono creare sintomi a distanza anche di molto tempo.

La zona cervicale poi risente moltissimo di informazioni recettoriali alterare provenienti dal recettore oculare, stomatognatico e vestibolare. Dunque una valutazione posturale è fondamentale per capire se c'è una problematica recettoriale che mantiene un sintomo, altrimenti non si avrà mai una risoluzione definitiva del problema.

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