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Osteopatia e Sistema Nervoso Autonomo

Il sistema nervoso autonomo


Il sistema nervoso autonomo (SNA) è conosciuto anche come sistema nervoso viscerale o vegetativo; questo perché esso è rappresentato dall’insieme di cellule, fibre nervose, che si distribuiscono ai visceri.
Oltre ad innervare i visceri esso si distribuisce anche alle fibre muscolari lisce, al miocardio e alle ghiandole.
La definizione “Autonomo” deriva proprio dal fatto che esso è un sistema che prescinde la volontà, è un sistema che si autoalimenta e autogestisce; infatti le funzioni viscerali sembrano svolgersi senza la partecipazione della coscienza; anche se, è pur noto, che alcune persone, come atleti o esperti di yoga, sono in grado di modificare alcune attività autonome, come il ritmo cardiaco o la pressione sanguignia.
Il suo scopo è quello di gestire e regolare l’equilibrio interno dell’individuo (omeostasi) e di rispondere in maniera adeguata agli eventi esterni al corpo, creando adattamenti interni (allostasi).
”La nostra esistenza quotidiana dipende dalle attività coordinate dei sistemi degli organi interni. L'elemento piu' importante nell'orchestrazione delle diverse funzioni di queste strutture interne è il Sistema Nervoso Autonomo che, attraverso una vasta rete di connessioni, contribuisce a mantenere il ritmo normale di attività degli organi interni e a regolarne le efferenze (output) per adattarle alle richieste provenienti dall'ambiente”. (Franck H.Willard).
Le componenti anatomiche del SNA ascritte al Sistema Nervoso Centrale sono ipotalamo, tronco encefalico e midollo spinale (Janig 2015), i quali sono collegati a strutture limbiche e a diversi nuclei cerebrali (Willard 2015).
Il SNA si può dividere funzionalmente in Sistema Nervoso Simpatico, Sistema Nervoso Parasimpatico, Sistema Nervoso Enterico; ma la divisione è solo puramente funzionale in quanto i tre sistemi sono in costante comunicazione e regolazione tra loro.
Le sinapsi dei neuroni del sistema nervoso autonomo utilizzano due tipi di neurotrasmettitori: l'acetilcolina e la noradrenalina.
L'acetilcolina è il neurotrasmettitore utilizzato dalle fibre pre-gangliari e post-gangliari del sistema parasimpatico e, anche, delle fibre pre-gangliari del simpatico.
La noradrenalina è, invece, utilizzata nelle fibre post-gangliari del sistema simpatico con l'eccezione delle fibre che innervano le ghiandole sudoripare che, invece, sono innervate da fibre utilizzanti l'acetilcolina.

SISTEMA NERVOSO ORTOSIMPATICO


Questa parte del Sistema Nervoso Autonomo viene tradizionalmente descritta come una componente che svolge una funzione attacco/fuga (fight or flight).
Si occupa di reazioni autonome quali: broncodilatazione, vasocostrizione, tachicardia, costrizione degli sfinteri, contrazione della muscolatura delle vie spermatiche (quindi contribuisce all'eiaculazione).
La componente simpatica anatomicamente decorre con i rami anteriori dei nervi spinali compresi fra C8 e L2 (alcuni testi possono riportare T1 ed L3).
Attraverso un ramo comunicante bianco le fibre mieliniche si portano ai gangli del sistema toracolombare; da qui le fibre postgangliari si portano ai territori di innervazione tramite nervi splancnici, rami comunicanti grigi che si riportano ai nervi spinali nonché rami perivascolari. L'innervazione degli organi è anatomicamente divisa: i gangli cervicali innervano la faccia e in parte il cuore; i gangli toracici alti la componente polmonare e ghiandolare; mentre i gangli toracici bassi e lombari innerveranno le regioni inferiori con formando i tre gangli prevertebrali: il celiaco, il mesenterico superiore e il mesenterico inferiore. I neurotrasmettitori del sistema simpatico sono acetilcolina (pre sinaptico) e noradrenalina (post sinaptico); le fibre pregangliari sono corte (colinergiche) mentre quelle post-gangliari sono lunghe (adrenergiche). Le fibre pregangliari sono mielinizzate. Un'altra parte fondamentale dell'innervazione simpatica è rappresentata dalle ghiandole surrenali, che sono anatomicamente considerate due gangli modificati; e sono innervate da assoni pregangliari, i quali attraversano i gangli paravertebrali e celiaco senza fare sinapsi.
Le surrenali sono, infatti, gli organi primari della reazione di stress e in caso di pericolo vengono immediatamente stimolate dal simpatico a produrre una miscela "allarmante" di adrenalina (80%) e noradrenalina (20%) 10 volte superiore al normale.
Le funzioni del sistema simpatico propriamente detto sono numerose, tutte legate con la reazione "attacco o fuga" (fight or flight response). Il sistema simpatico propriamente detto determina:
  • la messa in circolo di catecolamine da parte della midollare del surrene. (La noradrenalina e adrenalina nel circolo sanguigno determinano numerosi effetti tra cui la liberazione di CRH da parte dell'ipotalamo. Il CRH determina il rilascio di ACTH da parte dell'adenoipofisi che stimola la zona fascicolata a mettere in circolo cortisolo, ormone essenziale per l'adattamento allo stress.);
  • la dilatazione delle pupille attraverso la contrazione del muscolo dilatatore della pupilla (midriasi);
  • la secrezione da parte delle ghiandole lacrimali (senza effetti evidenti);
  • il rilassamento del muscolo ciliare e l'accomodazione per la visione lontana;
  • l'aumento del volume sistolico del cuore, della sua frequenza e della pressione sanguigna;
  • la dilatazione dei bronchi;
  • la dilatazione delle arterie coronariche (coronariodilatazione);
  • la dilatazione dei vasi dei muscoli scheletrici;
  • la contrazione dei vasi sanguigni periferici;
  • la costrizione dei vasi di cute ed organi viscerali (fatta eccezione per cuore e polmoni);
  • la minore produzione di saliva vischiosa, ricca di muco
  • l'incremento della sintesi di acido cloridrico da parte delle cellule parietali delle ghiandole gastriche, diminuzione della mobilità e stimolazione degli sfinteri nello stomaco;
  • la promozione dell'idrolisi del glicogeno (glicogenolisi) e diminuzione della secrezione di bile nel fegato;
  • le secrezioni nel pancreas (inibizione);
  • la diminuzione della diuresi attraverso la sintesi di renina da parte delle cellule iuxtaglomerulari del rene;
  • l'eiaculazione;
  • la diminuzione della mobilità intestinale.


SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO


Il sistema parasimpatico stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l'immagazzinamento di energia.
Presiede ad un sistema di adattamento definito - in termini anglosassoni - "rest and digest" (riposo e digestione). In seguito agli stimoli del sistema parasimpatico, aumentano le secrezioni digestive, l'attività peristaltica viene esaltata, la pupilla si restringe, diminuisce la frequenza cardiacaa, si costringono i bronchi e viene favorita la minzione.
Il parasimpatico è dunque quella parte del sistema nervoso autonomo che provvede a funzioni viscero-sensitive e somato-sensitive e genera reazioni opposte rispetto al sistema simpatico: vasodilatazione, rallentamento del battito cardiaco, broncocostrizione, contrazione delle pupille, stimolo della mobilità intestinale.
Le fibre parasimpatiche decorrono in molti nervi cranici quali: nervo oculomotore, nervo facciale, nervo glossofaringeo, nervo vago.
Quest'ultimo (uno dei nervi più lunghi) concorre all'innervazione viscerale di tutto il tratto digerente fino al colon discendente, del cuore e dei polmoni, nonché della regione faringo-laringea. Le fibre parasimpatiche per l'innervazione della porzione terminale del tubo digerente e delle porzioni caudali dell'apparato urinario originano dai nervi S2, S3, S4 ed S5 (più precisamente dal nucleo autonomo del parasimpatico sacrale). Anche qui (come nel sistema ortosimpatico) abbiamo un sistema a 2 neuroni in cui le fibre nervose del primo neurone (detto neurone pregangliare) originano dal tronco dell'encefalo e dal tratto sacrale del midollo spinale (S1-S4).
Ma a differenza di quanto avviene per i neuroni del sistema nervoso simpatico; gli assoni si dirigono a gangli posti in lontananza dal midollo spinale e quindi in prossimità degli organi da innervare.
A questo livello contraggono sinapsi con il neurone postgangliare, che essendo posto in vicinanza o addirittura sulla parete degli organi bersaglio, si caratterizza per un assone molto più corto rispetto a quello del neurone pregangliare (l'esatto contrario di quanto visto per i neuroni simpatici). Di norma, sia il neurone pregangliare che quello postgangliare utilizzano come neurotrasmettitore l'acetilcolina.


SISTEMA NERVOSO ENTERICO (METASIMPATICO)


Esso è rappresentato dai gangli vegetativi localizzati all’interno delle pareti dell’intestino; è per lo più indipendente dal sistema nervoso simpatico e parasimpatico.
Il metasimpatico gode di un'autonomia unica in tutto il sistema nervoso periferico: si è infatti visto in animali da laboratorio che sezionando le efferenze vagali, ortosimpatiche e parasimpatiche a livello del tubo digerente la funzionalità dello stesso rimane garantita e pressoché inalterata; i soggetti perdono soltanto la possibilità di salivare, dato che il metasimpatico non innerva strutture poste superiormente all'esofago, quali le ghiandole salivari innervate dai nervi cranici. Nonostante questa potenziale autonomia del sistema nervoso enterico nei confronti del centrale, quest'ultimo è perfettamente in grado di modulare l'attività del primo con le sue efferenze parasimpatiche (vagali) e ortosimpatiche (dalle catene ortosimpatiche).
Controlla il tratto intestinale, compreso il pancreas e la cistifellea, tramite i motoneuroni enterici che vanno ad agire sulla muscolatura liscia, i vasi sanguigni e l'attività secretoria.
Il SNA enterico è definito amche metasimpatico e si divide in: plesso mienterico di Auerbach (presente nella tonaca muscolare); e plesso sottomucoso di Meissner (nella tonaca sottomucosa).
"Da studi recenti si afferma che addirittura il 95% della serotonina e il 50% della dopamina vengano prodotti proprio nell'apparato digerente" (Second Brain Dott. Micheal D. Gershon).
Sembra anche che “il sistema nervoso enterico sia in grado di generare attività elettrica e che lo faccia in modo molto singolare e diverso da quella del cervello”.(Flinders University maggio 2018 Adelaide (Australia) pubblicata sulla rivista The Journal of Neurosciencie).

OSTEOPATIA E SNA


Diversi lavori, soprattutto negli ultimi anni, hanno studiato l'efficacia del trattamento manipolativo osteopatico sulla modulazione del Sistema Nervoso Autonomo.
I metodi per valutare lo "stato" individuale del SNA sono diversi, uno dei metodi piu' accreditati è quello dell’HRV (hearth rate variability) ovvero l'analisi della variabilità della frequenza cardiaca, è considerato uno dei metodi di valutazione più accreditati.
Infatti, se misuriamo la distanza che intercorre tra un battito e l'altro, ci accorgeremo che si rilevano delle fisiologiche vaiazioni di alcuni millisecondi. Attenzione, non stiamo parlando di una aritmia, ma di una fisiologica oscillazione dovuta al Sistema Nervoso Autonomo. Dunque l'HRV è uno dei modi per avere una oggettiva "finestra" sul SNA della persona.
Nel mio lavoro di tesi al termine degli studi in Osteopatia, insieme a due colleghi, abbiamo studiato l'effetto del trattamento osteopatico sul SNA oggettivando i cambiamenti con il test dell'HRV e abbiamo rilevato una variazione statisticamente rilevante nel campione trattato a dispetto di quelli trattati col placebo.
Avevamo fatto questo lavoro per dimostare gli effetti del trattamento osteopatico sul livello di stress della persona, ed abbiamo visto che vi è un abbassamento del livello di stress a seguito di una serie di trattamenti osteopatici non solo nell'immediato ma anche nel medio-lungo periodo. Alcuni problemi che possono derivare da una alterazione del SNA e che potrebbero beneficiare del trattamento osteopatico:
  • alto livello di stress;
  • difficoltà digestive;
  • disturbi del sonno;
  • scarsa energia;
  • dolori/tensioni sparsi x il corpo e malessere generale.

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